martedì, 24 novembre 2009


hhh


Essere amati, come tutto, è una questione di fortuna, nulla a che vedere con il saper dare o con il meritare. Se si produce il dare questo accadrà senza che lo si sappia. Difatti accade. L'unica cosa che apparentemente attiene alla volontà è talvolta produrre uno sforzo per restare fuori dal giudizio di sé, finché diventi
automatico vivere senza scopi. Di qui il disinteresse verso tutto ciò che non sia prossimo all'immediato. Una volta visitati da questa profondità può diventare anche bello vivere perseguendo fini e inseguendo mete dato che si sa che non ha veramente nessuna importanza se si realizzeranno o meno perché il destinatario di queste considerazioni è oramai esente da bilanci. 'Chi' potrebbe preoccuparsene? A questo livello inspiegabile ai vivi e ai morti si esiste come a due dimensioni 'contemporaneamente': vivendo la vita ed 'essendo' il contenitore della vita. L'effetto è un enorme disinganno che fa scoppiare a ridere di una risata generosa e aperta. Purezza e regalità. Regalità come quando siamo nudi in tre, lingue e labbra ad unire le bocche, a testimoniare la totalità oceanica di ciò che sempre come 'altro' da noi stessi si è.  





 

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martedì, 17 novembre 2009

 

008 

Magnolia Quiz:

 

1 - Arriva l'arcangelo in livrea e ti annuncia che tra una settimana muori. Nell'attesa che fai?

2 - Ti svegli una mattina e scopri che sei rimasto l'unico essere vivente al mondo. Qual'è la prima cosa che pensi? La seconda? La terza? La quarta? La quinta? La sesta?

3 - Viene data una festa in maschera. Nessuno riconosce il volto degli altri si sa solo chi è uomo o donna. Ci sono venti persone, dieci uomini e dieci donne. Ti chiedono di fare sesso con dieci di queste venti persone. Ammettendo che tu acconsenta quanti soldi chiedi per la prestazione? E poi: scegli tutti uomini, tutte donne o fai un mix? (se la prestazione volessi invece fornirla gratis o addirittura richiederla e pagarla puoi tranquillamente dirlo, il magnolia-quiz se ne fotte di quale risposta ti accada di dare)

4 - dimmi che mi ami

 

 

 

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lunedì, 09 novembre 2009

 

Copia di miho-maeshima-00497776

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

è proprio nuda come un verme liscia e levigata addosso al mio ventre tra le mie braccia sotto le lenzuola che mi pari una bimba ti bacio divorandoti con dolcezza che arde accarezzo a piene mani calde la schiena tua magra di burro tenendoti di fianco ti sollevo la gamba la porto a cingermi il fianco si ma lento con calma e solo quando sento che da bimba dolce stai diventando bambina puttana allora ti struscio la cappella gonfia sul grilletto e su quelle labbra carnose esposte finché lei me l'inghiotte inesorabile fradicia lingue in bocca saliva che cola riempirti piano dentro e fuori come lama a rigirare le carni lo sai che come mi slingui la bocca tu poi ti sbatto ti sbatto forte a spalancarti la bocca di grida mute amo tanto quando la tua figa sborra bambina mia

 

 

 

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lunedì, 02 novembre 2009

 

asia-argento

 

 

Non ti serve notare molto ciò che accade intorno, solo appena, per necessità. Perché sei tu l'accadimento vivente. E' come girassi nuda, senza accessori, leggerezza che penetra il vento senza venirne scossa. Poi ti chiamano: ti volti appena, sorridi e te ne vai, senza accorgerti di te. Non ti pensi, non ti concepisci come qualcuno o qualcosa. Il mondo vortica intorno ma tu non sali sui bordi perciò non giri, non necessiti di direzioni e di mete. Se qualcuno ti avvicina per interpellarti si rende subito conto che le parole vanno diminuite, resterebbe sempre indietro, valutandoti, sempre confuso, ragionandoti. Un occhio complicato che ti guarda deve inghiottire impotente bocconi amari di semplicità.

 

 

 

 

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lunedì, 26 ottobre 2009

 

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la tua schiena liscia e nuda le mie mani la seguono giù fin sui lombi è gentile il sole d'ottobre a testimoniare e son fermi i frangiflutti di pietra sul mare dammi quelle labbra madide da divorare allarga le cosce che possa sentire l'odore santo della tua figa che sale

 

 

 

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lunedì, 19 ottobre 2009

 

erykah-badu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Erykah Badu

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Oltre che alle unioni ufficializzate e matrimoni tra gay e lesbiche sono pure favorevole ad incentivare e promuovere a livello culturale le unioni tra transessuali e bisex in via di transizione verso la gaytudine dato che attualmente molti di questi ultimi sono costretti a praticare nell'omertà il proprio istinto femmineo passando per la via della fruizione di prestazioni da parte di trans, primo perché è facile trovare un transessuale per strada a pagamento mentre non è così facile trovare un gay, secondo perché il trans appare come una via di mezzo tra uomo e donna assolvendo così al principio del traghettamento di identità per gradi. Troverei bello quindi trovare al ristorante o a messa anche questo genere di coppie. Sono inoltre favorevole all'adozione dei bambini abbandonati da parte di single uomini, donne, coppie gay, coppie lesbiche, trans, eunuchi ecc. fatto salvo il dare la precedenza, rispetto a tutte la altre categorie, alle coppie etero. Sono pure favorevole all'idea che come famiglia venga istituzionalizzata pure l'unione tra un bimbo e, per esempio, un pollo, o qualsiasi altra bestia domestica o non in grado di generare amore; allo stesso tempo ridurrei drasticamente gli incentivi statali a quelle famiglie con bambini i cui genitori facciano ridere i polli.

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martedì, 13 ottobre 2009

 

JUICE

 

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Desiderare la sincerità dell'altro rimane pur sempre un bisogno che faremo inevitabilmente gravitare sulle spalle dell'altro. Non c'è nulla di cui vantarsi nell'avere 'esigenze'. Voi direte che tutto ciò è tipicamente umano e che è persino bello, magari a tratti, in nome di una 'umanità del relazionarsi' da perseguire e salvaguardare a tutti i costi contro l'isolazionismo. Mendicare sincerità. Ogni esigenza che si porge al mondo il mondo ve la resituisce come consapevolezza di aver compiuto un passo ulteriore verso la morte. Ogni bisogno aggiunto ti costringe a muoverti rapidamente per soddisfarlo. Perché rapidamente? Perché si avvicina la morte, e non resta troppo tempo. E' l'ora di farla finita con tutta questa sete di umanità. Le vostre esigenze, nell'intimo lo sapete eccome, per gli altri sono solo delle seccature, vi sembrerebbe che l'amore dovesse tramutarle in prove d'amore, ma questo è solo quello che 'nominate' come amore, è un'idea. E le idee, come l'umanità, non hanno proprio nulla di eterno. Vi state quindi chiedendo se forse io intenda indurvi a perseguire l'eterno? In questo momento però non ho l'esigenza di rispondervi.

 

 

 

 

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giovedì, 08 ottobre 2009

 

asian

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando lessi per la prima volta Kafka intorno ai diciassette anni evidentemente successe qualcosa. Egli continua da allora a presenziare dentro di me in una forma non verbale, nessun pensiero viene a reclamare conio, solo presenza stabile senza concetto; potremmo anche dire, se mai dire non fosse che sproloquiare, presenza d'assenza. Egli c'è, nel suo permanente svanire. Forse Carmelo ha ragione quando lo definisce il vertice del 'porno', dove per porno è qui da intendersi come 'osceno' (in quanto fuor di scena, dall'etimo) o altresì, sempre riprendendo le sue testimonianze, come 'al di là del desiderio' (in quanto superamento del dualismo soggetto/oggetto, quindi scavalcamento dell'io a recupero di un'originaria intimità non mediata, profonda e sacra proprio perché inconsapevole)  

 

 

 

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venerdì, 02 ottobre 2009

 

69

 

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ti faccio amare spaghetti di soia piccanti poi immergo la mia bocca morbida nella tua figa carnosa fradicia due amori in una sera ti posson bastare a svenirmi sulla faccia bevendo caldi fiotti e poi un film restandoci accanto come al tepore del sole su una panchina in silenzio sul mare 

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martedì, 29 settembre 2009

winona-ryder-007

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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la sbattevo a colpi forti mi mordeva braccia e spalle aggrappata alla mia schiena e tu vicino nuda nel guardarci mi amavi i tuoi occhi brillavano perché anche lei potesse anche solo per un attimo sapere cosa poteva essere avermi come mi hai tu e quando le davo tregua si voltava verso di te e allora le succhiavi avida labbra e lingua era come se te la chiavassi anche tu io lo sapevo dal tuo sguardo voluttuoso che passava dal suo volto ai miei occhi infuocati e dalla lieve piega dominante e trionfante della tua bocca che puttana che sei bambina

 

 

 

 

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sabato, 19 settembre 2009

 

Copia di 10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Trovo che la cosa veramente bella della vita sia l'aver perso ogni illusione e ciononostante fare un atto di vita, essere complici di una cosa come questa. Essere in totale contraddizione con con quello che si sa. E se la vita ha qualcosa di misterioso è appunto questo, che pur sapendo ciò che si sa, si è capaci di compiere un atto che che va contro il proprio sapere." 

E. Cioran

 

 

 

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martedì, 15 settembre 2009

 

Marc Lagrange

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se vedessi i mondi, le tue identità succedersi parallele l'una sull'altra allora comprenderesti che esiste una matrice sottostante indipendente. Ma tutto deve essere visto 'contemporaneamente'. Devi rinunciare alla volontà di vedere, rinunciare a quella volontà. Vedere senza voler vedere. La volontà te ne fa vedere solo una per volta, e così ricadi franosamente nella convinzione che tu sia tu. E ovviamente non c'è peggior cosa di pensare di 'possedere' un'identità. Ti potrebbe bastare assaggiare solo per un attimo questa comprensione.

 

 

 

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martedì, 08 settembre 2009

 

brigitte-bardot-in-paris

 

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Se il mondo ti frana contro sposti appena il dorso della mano a scrollar di dosso la polvere sulla spalla. Non ti serve pensare molto, chi pensa tanto credendo in quel che pensa è la 'gente' e tu sei certamente ciò che è più distante dalla gente, avulsa da qualsivoglia snobismo ma consapevole della Differenza. Si potrebbe dire che sei molto forte ma in realtà non sei opposta ad alcunché, così sembrando distaccata, sicché i detrattori, poveri mortali, ti possano vedere disinteressata, acquietandosi dopo la stanchezza di cercare fatui attributi proiettando inutilmente se stessi. Cammini, non occupando-ti, non occupando. Non cerchi risposte perché non sorgono domande. Immensità.

 

 

 

 

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giovedì, 03 settembre 2009

 

 

 

ripropongo per voi conformisti il più quiz di sempre, l'antesignano, il prodromico e se volete anche il più velatamente onomatopeico di tutti i

Quiz:

dove minchia andate?

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(rispondete in modo estetico, il vostro cervello posso anche apprezzarlo in altre sedi ma difronte a questi eventi conta ben poco)

 

 

 

 

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venerdì, 28 agosto 2009

 

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abbiamo sceso le scale del locale eri con me nella mia mano avvolta nella mano mia fiduciosa e raggiante come sempre e come sempre puttana volevo il bagno e che tu mi accompagnassi sei entrata con me in quello delle donne ho pisciato copiosamente mentre da dietro appoggiata al muro guardavi tranquilla e silenziosa poi mi sono girato e ti ho preso la testa portandotela tra i miei inguini me l'hai ingoiato e slinguato preparato duro e invadente da fotterti ti ho girato e appoggiato le mani davanti allo specchio le gonne alzate eri senza niente sotto puttana come ti piace fare bambina mia quando esci elegante per me coi tacchi alti ti ho fatto colare saliva tra i buchi e poi dentro tanto cazzo dentro allargandoti le natiche da vederti bene entrambi i buchi aperti il tuo volto quel tuo volto allo specchio lo vedevo e mentre ti sbattevo ti sapevi bella e puttana come tutto l'universo ed era quel sorriso accennato voluttuoso quando godi che lo diceva e lo sapeva si e l'hai lasciata nell'aria e addosso ai muri quell'espressione inconfondibile di quando ti fai chiavare basta usciamo c'era una ragazza ad aspettare fuori ma noi non l'avevamo sentita e il suo sorriso accennato incrociando il nostro sguardo mi ha fatto chiederti se secondo te aveva capito e tu hai detto che al posto suo avresti capito eccome e allora ti ho subito detto che sarebbe stato molto bello se ci avesse spiato masturbandosi tu l'avresti fatto e se una volta entrata insieme a lei ti avessimo mangiato insieme le labbra della bocca e anche quelle della tua fica morbida e fradicia tesoro poi abbiamo risalito le scale mentre la tua mano era nella mia

 

 

 

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giovedì, 20 agosto 2009

 

 

 

Il pacifismo per partito preso è un cancro tanto quanto l'interventismo armato. Se io trovo un ragno in casa a volte lo prendo e lo accompagno fuori dalla finestra a volte lo affogo, dipende dalle circostanze, e le circostanze, nella vita, non sono mai le stesse. L'importante è non rendere conto di niente soprattutto a se stessi, fluire di continuo senza sensi di merito o colpa. Già dire 'importante' poi, è fuori luogo, perché indica tensione, preoccupazione, cioé futilità. Obiezione da massa bovina: e il senso di responsabilità? Accade. Come no. Quindi?
Quindi fottetevi.

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postato da: ilFrancese alle ore 00:31 | Permalink | commenti (16)
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lunedì, 03 agosto 2009

 

Copia di Hayabusa 2

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 01:40 | Permalink | commenti (21)
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martedì, 21 luglio 2009

 

p

 

 

 

Quando vado a correre in campagna la campagna mi chiede dove cazzo vado ma non è ancora pronta per avere una risposta. Difatti suda.

 

 

 

 

 

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martedì, 14 luglio 2009

 

ale

 

a venezia mi sono fermato in una calle deserta molto stretta a fare manicure seduto sui gradini di una casa avevo le unghie troppo lunghe jeans e maglietta blu scarpe nere classiche francesine in vitello spazzolato con puntale dritto le francesine si distinguono dalle derby per il fatto che la mascherina è cucita sopra il gambetto dove invece nelle derby è l'incontrario elastiche morbide morbidissime come le tue piccole labbra aperte quando colano sborra sulla mia bocca 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 21:12 | Permalink | commenti (11)
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giovedì, 09 luglio 2009

 

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Ci saranno sempre bocche da sfamare, infatti la moltiplicazione dei pani era una pessima idea, nettamente contraria alla misericordia.
Anche la trinità, che di primo impatto sembrerebbe coincidere con il tutto, va superata. Ma senza sforzarsi, non c'è fretta. Come attori intanto è importante saper mentire, ma non nel senso di fingere, nel senso di sapere che nella vita non si è mai se stessi, nemmeno volendo, soprattutto volendo. Dis-occuparsi di sé, come diceva qualcuno. Questa consapevolezza realizzata è Immensità. E' che questo dis-occuparsi lo si può diventare solo dopo essersi molto occupati di sé, molto della misericordia (di sé) e moltissimo della trinità. In pratica non potete esentarvi dai compitini quotidiani e sovente dal castigo dietro la lavagna.

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 23:25 | Permalink | commenti (17)
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giovedì, 02 luglio 2009

 

le francesine codadirondine bicolore sono sciccosissime

 

Il processo di costruzione e quello di demolizione, perennemente attivi in simultanea, possono essere interrotti superando il sedicente soggetto che s'illude di parteciparvi. Lo si supera realizzando che il soggetto è invece un oggetto. Il famigerato 'essere se stessi' non è affatto riferito all'identità, all'individuo, è l'impersonalità che emerge sullo sfondo portando il soggetto in superficie. Non più "io vedo" ma bensì "c'è visione dell'io". Tutti a questo punto chiedono: "ma chi ha la visione dell'io?" (come se nessuno potesse andare nemmeno al cesso senza soggetto appresso); la controdomanda su cui riflettere è "chi lo sta chiedendo?"; se la risposta è ancora "io" si deve proseguire nell'approfondire l'errore e realizzare l'impossibilità evidente che vi siano due io l'uno cosciente dell'altro (perché è proprio questa contraddizione che soggiace alla risposta). La demolizione è un movimento che consciamente o meno appartiene a tutti ed è un moto di liberazione verso l'impersonalità. Un attento ricercatore potrebbe obiettare che un'esperienza non può essere fatta in assenza di un soggetto che la esperisce e che quindi l'esperienza dell'impersonalità, mancando di soggetto, sarebbe di fatto impossibile. L'errore sta qui nel credere che per essere coscienti sia necessario esclusivamente un io cosciente dotato di memoria che quindi possa fotografare un'esperienza e ricordare 'di averla fatta' mentre basta un attimo riflettere e constatare che un'esperienza è sempre e solo nel presente e nel presente non c'è nessun ricordo e nessun 'chi' che possa pensare, dire, fare e vivere alcunché; il nostro caro sedicente 'soggetto' a cui sembrerebbe capitare tutto questo appare sempre dopo, ma, ancora una volta, a 'chi' appare? Intanto è necessario convincersi che l'io è al pari di un oggetto testimoniato che appare su qualcosa che esiste sullo sfondo e che questo sfondo è il reale 'soggetto'. L'oggetto quindi nello spazio-tempo e il soggetto al di là dello spazio-tempo (di qui la tensione di voi umanoidi alla ricerca del divino, della verità, cioè di ciò che è, di ciò che siete). Non è possibile però cercarlo il soggetto, esso lo si scopre solo per via indiretta, per sottrazione, realizzando l'oggettità dell'io e portando questo oggetto in superficie distaccandolo pertanto dallo sfondo che prima veniva occultato. Quando ti togli gli occhiali da sole non puoi dire che prima era buio perché il sole non c'era. E quando togli le fette di salame dagli occhi nemmeno in quel caso puoi dire che te le aveva messe il salumiere - che simpatico -

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 02:30 | Permalink | commenti (28)
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martedì, 30 giugno 2009

 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 02:28 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 23 giugno 2009

 

 

 

 

scrivetemi nei commenti una letterina di natale. la più bella la brucio

 

 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 00:55 | Permalink | commenti (39)
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martedì, 16 giugno 2009

 

kkk

 

 

vedo molto grano nei campi e tu sei bionda feroce dolce e bastarda e la tua pelle è morbida come il burro e i tuoi occhi si sgranano avidi che vorrebbero vedere anche nel buio e se potessi leccheresti anche il gusto che c'è sotto la pelle e sentiresti l'odore dei lampi addosso alle nuvole e come baci da puttana quando ti tira la figa

 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 01:32 | Permalink | commenti (21)
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venerdì, 05 giugno 2009

 

bus

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Solo a raccoglierti i capelli lisciandomeli tra le mani, un soffio sul collo, senza motivo. Tutto scompare. Tutto è mai esistito. Ora basta. Mi sorridi e non sappiamo perché. Perché non si può saperlo e nemmeno serve. Resta un alone di cose mai state, le sole presenti quindi mai divenute. Eternità che noi siamo.

 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 00:54 | Permalink | commenti (29)
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venerdì, 29 maggio 2009

 

 

ancora sul fatto che la gente in autostrada pensa che ad ogni corsia sia dedicata una velocità. difatti sulla bologna modena a quattro corsie la maggior parte delle auto viaggia tra i 100 e i 120 nella terza corsia. nella prima circolano i camion e la seconda è quella più sgombra. in quella seconda corsia c'è l'identità rifiutata, nella terza c'è quella ipetrofica e rassegnata. talvolta provo a sorpassare a destra a debita distanza e in sicurezza per vedere se qualche sorpassato si sveglia dal torpore della catena di montaggio in cui consiste la propria esistenza e scala verso destra di una corsia. niente. la massa di zombie è defunta e l'identità ne è la causa. da-per sempre. è non c'è assolutamente la speranza né la possibilità che questa carne da macello non finisca al macello con buona pace della supposta (per via anale) coscienza sociale. la coscienza è veramente qualcosa di cui disfarsi, soprattutto di quella civile, anche perché quando te ne disfi scopri che di fatto non era mai esistita e che la confondevi solo col pensiero, con qualche grumo di ideuzze ben congegnate sempre da altri, in buona fede criminale dagli idealisti, in malafede dai criminali

 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 02:26 | Permalink | commenti (26)
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venerdì, 22 maggio 2009

 

calze rosse

 

è l'atto del sollevare lenta la gamba da nuda quando mi cavalchi come se stessi per salire in moto ecco quel gesto mi fa saltare il cervello da divorarti ce l'hai sotto lì che ti punta le viscere io lo so che sto per sfondarti e per quello ti guardo negli occhi appena schiusi e anche tu lo sai scendi leggera strusciandoti la cappella grossa tra le labbra una leggera resistenza e la tua figa se lo inghiotte felice prepotente è lì che ti stringo il collo dietro la testa con una mano tenendoti ferma e ti sbatto forte e cavalchi finché sbrodoli puttana amore mio come ti bacio con le mie labbra morbide accarezzo i tuoi capelli tutta dentro le mie braccia poi ti giro e ti sbatto forte da sopra con tutto il corpo e ti faccio quello che voglio e tu lo vuoi è la voglia di morire di me che tu vuoi

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 20:09 | Permalink | commenti (46)
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lunedì, 18 maggio 2009

 

out_15

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tra i sedici e i vent'anni mi piacevano letteratura e filosofia ma io non ho mai creduto a niente di quel poco che ho letto. Non ho mai creduto a niente di quello che ho letto e o che mi è stato detto pur talvolta concordando convintamente. Oggi è la stessa cosa. L'atteggiamento prevalente è sempre stato quello dell'urgenza di cestinare più che di aggiungere e far tesoro. I miei tesori sono sempre stati le assenze che si venivano a creare per merito della presenza di cose da cestinare. Questo modo di procedere non ha avuto nulla a che vedere con il nichilismo e men che meno con il cinismo, non ha a che vedere con un bel niente. Ha piuttosto forse a che fare con la libertà dove per libertà ha da intendersi sempre quella dAll'individuo e mai dEll'individuo cosa quest'ultima la cui realizzazione mi accorsi subito essere un passatempo da idioti idealisti. Non credendo in nulla mi sono spontaneamente occupato di togliermi fango dal cervello, che altro c'era da fare? Ora con il cervello abbastanza pulito e che funziona spontaneamente e rapidamente per conto suo e al quale sempre di più io non credo pur amandolo con tutto il cuore, ecco che le cose accadono da sé. Perché c'è solo il sé. Senza che si abbia bisogno di crederci o meno.
Accade.

 

 

 

 

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martedì, 12 maggio 2009

 

 

 

 

Ci potrebbe mai essere qualcuno in grado di parlare al tuo deserto? Nemmeno tu puoi farlo. Anche il tuo tentativo di parlarti è voce estranea, estranea in quanto la senti, se invece fosse tua intima non la sentiresti, saresti lei. Eppure, eppure c'è l'ascolto che tu sei, non sapendoti. E' come essere consapevoli mentre non si è coscienti, due termini questi, coscienza e consapevolezza, che fanno si al caso ma che possono confondere e che quindi vanno anch'essi lasciati presto e dimenticati. Posso solo annunciartelo attraverso suoni che tu chiami concetti. Questa non è comunicazione, non è niente che si possa distinguere perché non ha un suo contrario, non miete dualità.

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venerdì, 08 maggio 2009

 

satyrandnymph

 

 

"sono la tua femmina, bella e troia come il sole"

 

 

 

 

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