le francesine codadirondine bicolore sono sciccosissime
Il processo di costruzione e quello di demolizione, perennemente attivi in simultanea, possono essere interrotti superando il sedicente soggetto che s'illude di parteciparvi. Lo si supera realizzando che il soggetto è invece un oggetto. Il famigerato 'essere se stessi' non è affatto riferito all'identità, all'individuo, è l'impersonalità che emerge sullo sfondo portando il soggetto in superficie. Non più "io vedo" ma bensì "c'è visione dell'io". Tutti a questo punto chiedono: "ma chi ha la visione dell'io?" (come se nessuno potesse andare nemmeno al cesso senza soggetto appresso); la controdomanda su cui riflettere è "chi lo sta chiedendo?"; se la risposta è ancora "io" si deve proseguire nell'approfondire l'errore e realizzare l'impossibilità evidente che vi siano due io l'uno cosciente dell'altro (perché è proprio questa contraddizione che soggiace alla risposta). La demolizione è un movimento che consciamente o meno appartiene a tutti ed è un moto di liberazione verso l'impersonalità. Un attento ricercatore potrebbe obiettare che un'esperienza non può essere fatta in assenza di un soggetto che la esperisce e che quindi l'esperienza dell'impersonalità, mancando di soggetto, sarebbe di fatto impossibile. L'errore sta qui nel credere che per essere coscienti sia necessario esclusivamente un io cosciente dotato di memoria che quindi possa fotografare un'esperienza e ricordare 'di averla fatta' mentre basta un attimo riflettere e constatare che un'esperienza è sempre e solo nel presente e nel presente non c'è nessun ricordo e nessun 'chi' che possa pensare, dire, fare e vivere alcunché; il nostro caro sedicente 'soggetto' a cui sembrerebbe capitare tutto questo appare sempre dopo, ma, ancora una volta, a 'chi' appare? Intanto è necessario convincersi che l'io è al pari di un oggetto testimoniato che appare su qualcosa che esiste sullo sfondo e che questo sfondo è il reale 'soggetto'. L'oggetto quindi nello spazio-tempo e il soggetto al di là dello spazio-tempo (di qui la tensione di voi umanoidi alla ricerca del divino, della verità, cioè di ciò che è, di ciò che siete). Non è possibile però cercarlo il soggetto, esso lo si scopre solo per via indiretta, per sottrazione, realizzando l'oggettità dell'io e portando questo oggetto in superficie distaccandolo pertanto dallo sfondo che prima veniva occultato. Quando ti togli gli occhiali da sole non puoi dire che prima era buio perché il sole non c'era. E quando togli le fette di salame dagli occhi nemmeno in quel caso puoi dire che te le aveva messe il salumiere - che simpatico -